Premessa
Questo articolo analizza i risultati dei controlli esterni sulla qualità dell’acqua potabile nella Regione Emilia-Romagna.
In particolare, è stata effettuata un’analisi approfondita riguardante la presenza dei residui dei prodotti fitosanitari utilizzati comunemente in agricoltura. Si ricorda che con “residui” si intendono campioni contenenti una o più s.a. con concentrazione compresa nel range fra il LoQ ed il valore di parametro (LM) fissato dalla normativa vigente.
In chimica analitica, il limite di quantificazione (indicato spesso come LOQ o LoQ, dall’inglese Limit of Quantitation) rappresenta la minima concentrazione di un analita in un campione che può essere determinata quantitativamente con un livello accettabile di accuratezza e precisione .
Come è stato anticipato nel precedente articolo denominato “Acqua potabile evoluzione normativa“, il quadro normativo italiano è attualmente disciplinato dal D. Lgs. 18/2023 che, recependo la Direttiv a (UE) 2020/2184, ha sostituito il precedente D. Lgs. 31/2001. Infine, il D. Lgs. 102/2025 ha ulteriormente aggiornato i parametri e le scadenze, con decorrenza fissata al 13 gennaio 2026.

A differenza della normativa passata, focalizzata esclusivamente sull’assenza di contaminanti e microrganismi, il nuovo decreto introduce nuovi contaminanti, criteri più rigorosi, un approccio alla sicurezza basato sulla prevenzione e sulla gestione integrata del rischio e, pertanto, una maggiore attenzione alla protezione della salute umana e dell’ambiente.
Alcuni numeri

L’indagine ha analizzato le relazioni pubblicate sul portale di Arpae tra il 2019 e il 2024.
Campioni
La tabella 1 riassume il numero e la percentuale dei campioni totali prelevati per ciascun anno, distinguendo tra campioni con residui e senza residui. Inoltre, la tabella evidenzia il numero delle determinazioni totali, comprese quelle con concentrazione ≥ LoQ, la concentrazione media ponderata per ogni anno e il numero delle sostanze responsabili delle residualità.
I grafici mostrati nell’Immagine 1 evidenziano il numero di campioni prelevati e le analisi effettuate (determinazioni) in ciascuna provincia della Regione Emilia Romagna.

Determinazioni
Le determinazioni afferiscono alla totalità dei campioni prelevati e al protocollo analitico adottato dal Laboratorio preposto al controllo ufficiale dei campioni di acqua potabile. Nel triennio 2019-2021, il monitoraggio ha riguardato la ricerca di 90 sostanze attive (s.a.), mentre nel periodo 2022-2024 lo spettro d’indagine è stato ampliato includendo ulteriori 15 sostanze.
Il ritrovamento di alcune s.a. è distribuito in modo disomogeneo nelle province della Regione Emilia Romagna (vedi tabella 2). Tale tabella mostra in:
- alto – numero delle determinazioni con concentrazione ≥ LoQ su base annua per ciascuna provincia;
- basso – lo stesso dato espresso in % rispetto alle determinazioni effettuate per ciascuna provincia.
Si precisa che la quasi totalità dei campioni risulta conforme alla normativa, nonostante la presenza di residui determinato da alcune s.a. (vedi tabella 1: voce campioni con residui). In altre parole questo significa che l’acqua è stata verificata (controlli esterni) e rispetta rigorosi standard previsti dalla normativa per essere sicura, salubre e pulita per il consumo umano.
L’Immagine 2 riporta i grafici che evidenziano in:

- alto – % media annua delle determinazioni rispetto al totale delle determinazioni con concentrazione ≥ LoQ, calcolata rispetto ai dati di tutte le province negli anni;
- basso – % media provinciale delle determinazioni calcolata rispetto ai dati di tutti gli anni per ciascuna provincia.
Concentrazioni e frequenza di ritrovamento
Nell’Immagine 3 (grafico B) è riportato il numero totale di s.a. per anno, rappresentato dalla linea blu, che hanno generato residui di prodotti fitosanitari nei campioni d’acqua analizzati (linea colore arancio). Il grafico mostra questi dati in forma aggregata per ogni anno, offrendo una panoramica dell’andamento nel tempo.
È fondamentale sottolineare che il confronto effettuato tra il primo triennio di monitoraggio (2019-2021) e il secondo triennio (2022-2024) si basa su due protocolli analitici differenti.
Grazie all’aggiornamento del protocollo analitico adottato nel secondo triennio, si è registrato un significativo aumento dell’efficacia nel rilevamento di alcune s.a.: i ritrovamenti totali sono infatti saliti a 228, un valore notevolmente più elevato rispetto ai 135 rilevati nel primo triennio, evidenziando così un miglioramento nella capacità di identificazione e monitoraggio delle sostanze presenti nei campioni d’acqua.
ancora…
L’aumento delle sostanze analizzate, da 90 a 105, evidenzia (grafico in arancione) una maggiore efficienza analitica.
Nel complesso, l’analisi del sessennio mostra una leggera diminuzione del numero di s.a. che generano residui. Tuttavia, a questo dato si affianca un aumento del numero dei ritrovamenti, rappresentato nel grafico dalla linea tratteggiata di colore arancione.

Le variazioni delle concentrazioni nel tempo sono illustrate nell’Immagine 3, che presenta vari parametri statistici. Il grafico A mostra la media e la mediana, il grafico C confronta la concentrazione massima con la mediana, mentre il grafico D esamina la media ponderale.
Nei grafici A, C e D, la linea rossa rappresenta il valore di parametro (LM), fissato a 0,10 µg/l per gli antiparassitari. L’analisi di tali grafici consente di valutare l’andamento delle concentrazioni medie e massime rispetto a questa soglia.
numero s.a. responsabili di una maggiore residualità
Il grafico D rappresenta la media ponderata dei dati di concentrazione media e dei valori massimi. La differenza rispetto al grafico A deriva dalla presenza di alcune s.a. che risultano significativamente più frequenti rispetto alle altre. Si tratta principalmente di alcuni diserbanti e dei loro metaboliti, che incidono in modo rilevante sulla percentuale totale delle rilevazioni, come evidenziato nell’Immagine 4.

Negli anni 2019, 2021, 2023 e 2024, le sostanze più comunemente rilevate sono rimaste sostanzialmente invariate. Nel 2022, invece, non è stato individuato un diserbante che invece era regolarmente presente negli anni precedenti e successivi.
Indicando come 100% il totale delle s.a. che causano la presenza di residui nei campioni di acqua potabile, quelle riportate numericamente nel grafico di sinistra contribuiscono, in percentuale, come mostrato nel grafico di destra. L’analisi dell’Immagine 4 mostra che un numero ristretto di sostanze è responsabile della maggior parte dei residui rilevati nei campioni con presenza.
Nel 2020, diversamente dagli altri anni, il contributo è dovuto ad un fungicida ampiamente utilizzato in orticoltura (pomodoro, lattuga, peperone, melanzana) e frutticoltura (vite, fragole, agrumi). Questa s.a. è stata rilevata costantemente in tutti gli anni esaminati, ad eccezione del 2021.
Erbicidi, fungicidi, insetticidi

Queste s.a. rientrano principalmente nella categoria degli erbicidi (E), oltre a includere alcuni fungicidi (F) e insetticidi (I) (vedi la tabella 4).
Per un’analisi dettagliata delle singole sostanze attive, si invita a consultare le relazioni complete disponibili sul sito web di Arpae.
Gli erbicidi analizzati sono principalmente utilizzati in colture estensive quali mais, sorgo, soia e cereali, oltre che in ambito foraggero e industriale, come barbabietola e pomodoro. È importante sottolineare che, a partire dal 2023, alcuni di questi prodotti hanno subito restrizioni d’uso o la revoca delle autorizzazioni alla vendita; l’efficacia di tali misure potrà essere valutata solo attraverso i monitoraggi ambientali nei prossimi anni.
Considerazioni
Nel corso delle sei annualità analizzate, le concentrazioni mostrate nell’Immagine 3 corrispondono ai valori riportati nella Tabella 3. I dati sono stati organizzati in due categorie: dati medi e dati massimi, associando a ciascuna categoria i risultati delle concentrazioni medie, medie ponderate e mediane, tutte espresse in µg/l.
Dati medi
Analizzando i dati complessivi, emergono differenze significative nelle concentrazioni medie tra le diverse annualità.

Nel 2021, come mostrato nella Tabella 4, sono stati registrati tre casi di superamento della concentrazione media e massima, riconducibili a due diversi erbicidi indicati genericamente con E1 ed E2.
Nel 2021 si è registrato, altresì, un episodio in cui la concentrazione del parametro “antiparassitari totale” ha superato il limite di 0,50 µg/l stabilito dal D. Lgs. 18/2023 (erbicida E2).
Il decreto definisce “antiparassitari totale” come la somma di tutti i singoli antiparassitari rilevati e quantificati durante la procedura di monitoraggio. In altre parole, si tratta della sommatoria delle concentrazioni delle sostanze incluse nel protocollo analitico e ricercate nel campione esaminato.
Nel 2023 è stata rilevata una concentrazione di un insetticida (I) superiore al LM consentito, mentre nel 2024 il superamento del limite previsto, identico a quello del 2021, ha riguardato un erbicida (E1).
Concentrazione e distanza dal Valore di Parametro (LM)
La Tabella 5 sintetizza i risultati percentuali riguardanti la distanza tra le concentrazioni rilevate (“concentrazioni medie” e “concentrazione massima”) e il valore di parametro (LM) stabilito dalla normativa. Questo riassunto, insieme ai grafici mostrati nelle immagini 5 e 6, è stato ideato dall’autore dell’articolo per facilitare la comprensione dei dati.

Il valore contrassegnato con la sigla “ma“ rappresenta in un solo dato la sintesi complessiva dei valori medi: della media, media ponderata e mediana).
È importante sottolineare che, in questa tabella, un valore percentuale più elevato indica una concentrazione di analiti più bassa, segnalando quindi una maggiore distanza percentuale dal valore di parametro previsto dalla norma.
Ovvero, un valore di concentrazione di un antiparassitario molto inferiore al LM previsto dalla normativa indica che l’acqua è conforme, sicura per il consumo umano e senza rischio per la salute. E ancora: se un valore è ben al di sotto del valore di parametro, conferma una assenza di contaminazione significativa da fonti agricole e/o industriali.
Si ricorda che il valore di parametro per l’acqua potabile rappresenta il limite massimo ammissibile di concentrazione per specifici contaminanti chimici, microbiologici o fisici, stabilito dalla normativa italiana (D. Lgs. 18/2023, D. Lgs. 102/2025) per garantire la sicurezza sanitaria.
Dalla Tabella 5 si evidenziano alcune anomalie in specifici anni. Per validare queste osservazioni, malgrado il limite di un numero ristretto di valori (6 anni), i dati sono stati analizzati mediante test statistici di confronto (t-test appaiato con livello di significatività α = 0,05).
distanza % concentrazione media dal LM
Dall’applicazione dei test di confronto sui dati della Tabella 5, emergono le seguenti evidenze:

- Media e Media Ponderata vs Mediana: la differenza è statisticamente significativa.
- Media vs Media Ponderata: differenze non sono significative, rendendo i valori sostanzialmente sovrapponibili.
Pertanto, i valori della media aritmetica e della media ponderata della tabella 5 risultano sostanzialmente equivalenti, senza differenze significative. Tuttavia, entrambe sono nettamente superiori alla mediana, evidenziando una marcata asimmetria nella distribuzione dei dati, dovuta alla presenza di valori estremi o “picchi”. Tale situazione trova idonea spiegazione nei livelli di concentrazione rilevati, che hanno causato le anomalie riportate nella tabella 4. L’immagine 5 ne riassume le risultanze.
Per queste motivazioni nella Tabella 1 è riportato il valore della media ponderata come indicatore annuale della concentrazione dei residui rilevati nelle acque potabili.

distanza % concentrazione max dal LM
Per quanto riguarda la concentrazione massima, la situazione risulta più critica, soprattutto in riferimento ai dati del 2021, come già evidenziato in precedenza.

L’Immagine 6 illustra chiaramente questo andamento: i valori nella parte negativa del grafico indicano il superamento del valore di parametro. Questa rappresentazione visiva permette di identificare rapidamente le deviazioni rispetto alla soglia di conformità.
Per le restanti annualità, rimane valido il principio interpretativo precedentemente esposto: un valore percentuale elevato indica una concentrazione di analiti più contenuta, segnalando di conseguenza una maggiore distanza di sicurezza (e quindi un margine più ampio) rispetto al limite massimo consentito (LM).

La mia città: Ferrara

Dai dati disponibili, sono stati analizzati esclusivamente quelli relativi alla provincia di Ferrara. Questa provincia rappresenta circa l’8% (media dei sei anni esaminati) del totale dei campioni e delle determinazioni effettuate. La tabella 6 riassume i risultati ottenuti.
Si evidenzia che nel primo triennio il numero di campioni con residui è stato di 24, mentre nel secondo triennio, probabilmente per effetto di un protocollo analitico aggiornato, è salito a 78. Questo incremento è confermato anche dalla percentuale di campioni con residui, sia rispetto ai campioni prelevati a Ferrara sia rispetto al totale dei campioni della Regione Emilia Romagna.
Il grafico mostrato nell’immagine 8 riassume queste osservazioni.
Considerazione
Dal 2021 al 2024, con l’evoluzione del protocollo analitico, si registra un aumento dei campioni contenenti s.a. con concentrazione superiore al LoQ rispetto alla totalità delle ricercate.
L’andamento di questa crescita è illustrato nel grafico dell’immagine 7 e nei dati della tabella 1. I dati relativi al 2021 sono dettagliati nelle tabelle 3 e 4.
La concentrazione media, evidenziata in arancione nell’immagine 7, appare stabile e comparabile ai valori registrati nel periodo 2019-2021, nonostante la presenza di un numero inferiore di s.a. nel protocollo analitico.

Ampa, Glifosate, Glufosinate e PFAS
Il grafico di cui all’immagine 7, non include i risultati relativi a:
- PFAS
- AMPA, Glifosate e Glufosinate
Per quanto riguarda queste ultime tre sostanze attive, il monitoraggio è stato condotto in tutte le annualità senza mai rilevare residui con concentrazioni superiori al limite di quantificazione (LoQ).
PFAS
Diversa è la situazione per i PFAS: la tabella 6 riassume i risultati dei campioni in cui sono stati individuati residui.
I PFAS, oggetto di indagine, derivano dalle prescrizioni del D.Lgs. 102/2025:
- Acido Perfluorobutanoico PFBA
- Acido Perfluorobutansolfonico PFBS
- Acido Perfluoropentanoico PFPeA
- Acido Perfluoropentansolfonico PFPeS
- Acido Perfluoroesanoico PFHxA
- Acido Perfluoroesansolfonico PFHxS
- Acido Perfluoroeptanoico PFHpA
- Acido Perfluoroeptansolfonico PFHpS
- Acido Perfluoroottanoico PFOA
- Acido Perfluoroottansolfonico PFOS
- Acido Perfluorononanoico PFNA
- Acido Perfluorononansolfonico PFNS
- Acido Perfluorodecanoico PFDA
- Acido Perfluorodecansolfonico PFDS
- Acido Perfluoroundecanoico PFUnA
- Acido Perfluoroundecansolfonico PFUnS
- Acido Perfluorododecanoico PFDoA
- Acido Perfluorododecansolfonico PFDoS
- Acido Perfluorotridecanoico PFTrDA
- Acido Perfluorotridecansolfonico PFTrDS
- Acido Fluorotelomerosolfonico 6:2
- Acido dimerico esafluoropropilossido HFPO-DA (GenX)
- Acido acetico, 2,2-difluoro-2-[[2,2,4,5-tetrafluoro-5-(trifluoromethoxy)-1,3-dioxolan4-yl]oxy]-, sale d’ammonio (C6O4)
- ADONA (Acido dodecafluoro-3H-4.8-diossanonanoico)
- Perfluoro ottan sulfonamide PFOSA
Tali sostanze sono controllate quando la valutazione e gestione del rischio delle aree di alimentazione per punti di prelievo effettuata (art. 7 D. Lgs. 102/2025), conclude che vi è la probabilità che tali sostanze siano presenti in un determinato sistema di fornitura d’acqua.
I controlli, interni ed esterni per quanto riguarda la frequenza e i punti di monitoraggio delle sostanze:
- per- e polifluoroalchiliche comprese nei parametri “somma di PFAS”,
- “somma di 4 PFAS”;
- parametro “TFA”;
tengono conto delle previste valutazioni di rischio (PSA) (art. 8 D.Lgs. 102/2025), delle rilevanze dei monitoraggi sulle acque (art. 7 D.Lgs. 102/2025 e D.Lgs. 152/2006), e di ogni altra informazione rilevante sulle fonti di pressione e di contaminazione da PFAS, nelle circostanze territoriali che possono interessare le aree di captazione.
Come si vede nella tabella 5, i residui individuati sono dovuti alla presenza dell’Acido Perfluoroottansolfonico PFOS a concentrazioni molto inferiori ai limiti di legge fissata in 0.03 µg/l.
Valutazione
Sulla base delle analisi effettuate sui campioni di acqua potabile prelevati, si conferma la presenza di residui di antiparassitari (prodotti fitosanitari) e di PFOS (Perfluorottano sulfonato). I dati suggeriscono due diverse origini del fenomeno:
- Il PFOS, noto per la sua elevata stabilità molecolare che lo rende resistente ai naturali processi di degradazione, indica una contaminazione del o dei corpi idrici;
- La presenza di antiparassitari è probabilmente dovuta al dilavamento dei terreni agricoli.
Sintesi
I dati dei sei anni esaminati evidenziano:
- Oltre il 99% delle determinazioni è risultato conforme alla normativa vigente;
- Oltre il 90% dei campioni analizzati risultano privi di residui di sostanze attive;
- I campioni con presenza di residui si sono attestati a concentrazioni per lo più distanti dal LM;
- Nel triennio 2022-2024 si è registrato un aumento del numero di residui rispetto al triennio precedente, probabilmente dovuto all’aggiornamento del protocollo analitico, un aspetto cruciale per l’analisi dei residui di prodotti fitosanitari;
- Le sostanze attive responsabili delle residualità sono principalmente erbicidi e i loro metaboliti. Sono stati rilevati pochi casi di residui di I e F (vedi tabella 4);
- Superamenti del valore parametro sono stati riscontrati in alcune annualità: 3 casi nel 2021, 1 caso nel 2023 e 1 nel 2024 (vedi tabella 4). Questi superamenti hanno influenzato la variabilità delle concentrazioni medie e massime. Le relazioni indicano che tali superamenti sono circoscritti a specifiche aree. Controlli esterni successivi ,negli stessi punti di prelievo del campione, non hanno evidenziato criticità. Nel 2021 si segnala anche il superamento del valore di parametro relativo agli “antiparassitari totali” (vedi tabella 4);
ancora…
- Nonostante l’aggiornamento del protocollo analitico, la concentrazione media ponderata rimane su livelli comparabili in tutte le annualità, fatta eccezione per il 2021 (vedi immagine 7);
- È stata rilevata la presenza di campioni contenenti residui di antiparassitari a FE (vedi tabella 6 e immagine 8). Con l’aggiornamento del protocollo, il numero di campioni con residui è aumentato a 78, rispetto ai 24 del periodo 2019-2021. Nel primo triennio, la media percentuale di campioni con residui rispetto ai campioni prelevati a FE era circa il 12%, salita al 46% nel triennio 2022-2024. L’incidenza di tali campioni a livello regionale è stata di circa l’1% nel primo triennio, aumentando a poco più del 3% nel secondo.
- In nessun campione prelevato appositamente a questo scopo, e per tutte le annualità considerate, è stato rilevato il residuo dell’erbicida glifosate, del suo metabolita AMPA, né del glufosinate (vedi tabella 7);
- Tra i PFAS analizzati è stato individuato il PFOS a concentrazioni inferiori al valore parametro previsto dalla normativa (vedi tabella 7);
- Sono stati riscontrati campioni contenenti fino a 6 residui contemporaneamente (effetto cocktail). A tale proposito consultare l’articolo: Alimenti vegetali e i residui dei pesticidi.
Conclusioni
Alla luce delle evidenze emerse dalle relazioni tecniche, in qualità di consumatori di acqua potabile, sorgono spontanee alcune riflessioni:
- Ottimizzazione dei processi: Sarebbe fattibile integrare ulteriori fasi di filtrazione o incrementare la frequenza di sostituzione di filtri e/o membrane a osmosi inversa, data l’efficacia consolidata di questa tecnologia nel trattamento di tali contaminanti?
- Monitoraggio dinamico: È possibile implementare protocolli di campionamento più mirati e sostenibili per intercettare con precisione la variabilità stagionale dei pesticidi?
- Tutela delle fonti: È ipotizzabile il rafforzamento delle “zone di rispetto” attorno ai punti di captazione, prevedendo contestualmente una riduzione dell’impiego di fitofarmaci nelle aree limitrofe?
In conclusione, sebbene oltre il 99% delle determinazioni risulti conforme ai limiti di legge, la rilevazione di residui di inquinanti non deve essere trascurata. Tali concentrazioni, seppur minime, richiedono una gestione attiva e proattiva, indispensabile per garantire la sicurezza nel lungo periodo e preservare l’integrità della risorsa idrica. È prioritario adottare misure preventive e monitoraggi costanti per scongiurare un progressivo deterioramento qualitativo, assicurando che l’acqua rimanga “salubre e pulita” per le generazioni future.
Per saperne di più
- World Health Organization (WHO), https://www.who.int/
- Ministero della Salute, https://www.salute.gov.it/
- Istituto Superiore di Sanità, https://www.iss.it/
- Ispra Ambiente, https://www.isprambiente.gov.it/
- Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, SNPA, https://www.snpambiente.it/
- Regione Emilia Romagna, https://alimentiesalute.emilia-romagna.it/alimenti/acqua/
- Arpae, https://www.arpae.it/
- Accredia, https://www.accredia.it/
Norme
- Direttiva (UE) 2020/2184 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2020 concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano (rifusione);
- Decreto Legislativo 23 febbraio 2023, n. 18, Attuazione della direttiva (UE) 2020/2184 del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 16 dicembre 2020, concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano; - Decreto Legislativo 19 giugno 2025, n. 102 Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 23 febbraio 2023, n. 18, di attuazione della direttiva (UE) 2020/2184 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2020, concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano;
Bibliografia
[1] Guidelines for drinking-water quality, 4th edition, 27 June 2011, Guideline;
[2] Linee guida nazionali per l’implementazione dei Piani di Sicurezza dell’Acqua, Rapporti Istisan 22/33;
[3] Alimenti & Salute, Acqua Potabile, https://alimentiesalute.emilia-romagna.it/alimenti/acqua/;
[4] L’Acqua è preziosa consigli pratici e salutari, Regione Emilia-Romagna, Servizio Sanitario Regionale Emilia-Romagna;
[5] Accredia, Acque destinate al consumo umano: nuovo decreto legislativo correttivo, 29/07/2025
[6] Accredia, Prove sui PFAS: i laboratori per la sicurezza delle acque, 24/10/2024
[7] Ecoscienza, Arpae a supporto dei Piani di sicurezza dell’acqua, Ecoscienza 1/22
[8] ISS, Rapporto ISTISAN 22/33 – Linee guida nazionali per l’implementazione dei Piani di Sicurezza dell’Acqua. Gruppo Nazionale di lavoro per la redazione delle Linee guida nazionali per l’implementazione dei PSA;
[9] SNPA, Fitofarmaci: linee guida per la progettazione del monitoraggio di acque, sedimenti e biota, Doc.n.29/18, MLG 182/2018
[10] ISPRA – ARPA/APPA – Manuali e Linee Guida 71/ 2011- “Definizione di liste di priorità per i fitofarmaci nella progettazione del monitoraggio delle acque di cui al D. Lgs. 152/2006 e smi”
[11] ISPRA Manuali e Linee Guida 152/2017 – “Monitoraggio nazionale dei pesticidi nelle acque. Indicazioni per la scelta delle sostanze”
Note
(a): Il sistema ReMaF è un registro nazionale istituito dal decreto legislativo 102/2025, che disciplina l’autorizzazione e il controllo di reagenti chimici, materiali filtranti attivi e passivi impiegati nel trattamento delle acque destinate al consumo umano. Il suo scopo è prevenire il rilascio di sostanze nocive e garantire la qualità organolettica dell’acqua, imponendo rigorosi processi di certificazione e controllo per produttori e fornitori. Tali materiali devono essere autorizzati dal Centro Nazionale per la Sicurezza delle Acque (CeNSiA), previa verifica della conformità da parte di un organismo di certificazione accreditato secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17065. Inoltre, devono essere registrati nel sistema AnTeA per poter essere immessi sul mercato nazionale a partire dal 12 gennaio 2036.
(b): I Piani di Sicurezza dell’Acqua (PSA) sono documenti obbligatori previsti dal D.Lgs. 102/2025 per garantire la qualità delle acque destinate al consumo umano, identificando e gestendo rischi lungo l’intera filiera: dalla captazione alle utenze. I primi piani di sicurezza realizzati, anche nella nostra Regione, così come previsto dal DM 14/06/2017 ed applicando i principi riportati nelle linee guida del Rapporto Istisan dapprima 14/2021 poi revisionato e sostituito dal Rapporto Istisan 22/33;
ancora…
(c): La Direttiva 2000/60/CE ha definito un elenco di sostanze o gruppi su cui intervenire prioritariamente, alcune classificate come “pericolose prioritarie”. È prevista una riduzione progressiva dell’inquinamento da sostanze prioritarie e l’eliminazione delle emissioni di quelle pericolose. La direttiva 2008/105/CE ha stabilito gli standard di qualità ambientale (SQA) per queste sostanze. La direttiva 2013/39/UE ha aggiunto nuove sostanze e aggiornato gli SQA esistenti, includendo quelli per la matrice biota per sostanze poco solubili o bioaccumulabili. In Italia, il D.Lgs. 172/2015 ha recepito gli SQA nella tabella 1/A per le sostanze prioritarie e nella tabella 1/B per alcune non prioritarie, inclusi vari pesticidi.
(d): L’immagine principale che accompagna l’articolo è stata realizzata con l’impiego dell’App Gemini
Aggiornamento del 13/01/2026
tempo di lettura 20 minuti
Autore: Marco Morelli