Pesticidi negli alimenti: cosa racconta il nuovo rapporto EFSA 2024

Reading Time: 12 minutes

Analisi dei risultati dei controlli europei: 135.000 campioni e valutazione del rischio per i consumatori.

Premessa

Il rischio alimentare in Europa è basso, come conferma il nuovo rapporto EFSA 2024 basato sull’analisi di oltre 135.000 campioni alimentari provenienti da tutta l’Unione. Il documento mostra un quadro complessivamente positivo: la maggior parte degli alimenti rispetta i limiti di legge (MRL) e le situazioni critiche risultano circoscritte.

L’EFSA valuta i risultati dei controlli ufficiali, analizza le cause dei superamenti dei limiti e stima l’esposizione dei consumatori.

L’analisi 2024 evidenzia un sistema di monitoraggio solido, capace di individuare e gestire tempestivamente eventuali irregolarità.

Tre programmi di controllo, un’unica fotografia europea

Per comprendere perché il rischio alimentare in Europa è basso, l’EFSA analizza ogni anno i risultati provenienti da tre programmi complementari, che insieme offrono una visione completa del mercato europeo:

  1. EU MACP, il programma europeo coordinato basato su campionamento casuale e rappresentativo;
  2. MANCP, i programmi nazionali basati sul rischio, che approfondiscono le criticità specifiche dei singoli Paesi;
  3. controlli rafforzati alle importazioni, mirati ai prodotti provenienti da aree considerate più a rischio.

L’integrazione di questi tre strumenti consente di monitorare in modo accurato la presenza di residui e di individuare tempestivamente eventuali irregolarità.

Come evidenziato nella tabella 1, il dato più significativo è che oltre il 96% dei campioni analizzati in Europa rispetta i limiti di legge.

Programma Campioni analizzati % entro i limiti % non conformi
EU MACP 9.842 97,6% 1,2%
MANCP + EU MACP 86.449 96,7% 1,8%
Importazioni 39.433 94,5% 3,6%
Tabella 1: i numeri chiave del 2024, Fonte: EFSA Journal 2026, pp. 3–4.

A. Il programma europeo (EU MACP): la fotografia più rappresentativa

Il rischio alimentare in Europa è basso, come mostra il programma europeo EU MACP (EU coordinated Multiannual Control Programme), previsto dal Regolamento (UE) 2023/731 e considerato il pilastro centrale del monitoraggio dei residui di pesticidi nell’Unione.

Il EU MACP utilizza un campionamento casuale e non mirato, che consente di ottenere una fotografia rappresentativa del mercato europeo e di valutare in modo uniforme il rispetto dei limiti massimi di residui (MRL) e l’esposizione dei consumatori.

Come ricorda l’EFSA:

“The EU MACP uses a random sampling procedure, covering the most consumed food products by European citizens… every 3 years the same products are analysed.” (EFSA Journal 2026, p. 3)

Cosa è stato analizzato nel 2024

Ogni anno il MACP analizza dodici alimenti molto consumati, seguendo un ciclo triennale che garantisce continuità e comparabilità dei dati. Nel 2024 il programma ha incluso nove prodotti vegetali e tre non vegetali, tra cui l’olio extra vergine d’oliva.

Categoria Prodotto
Ortaggi Melanzane, Broccoli, Peperoni
Funghi Funghi coltivati
Frutta Banane, Pompelmi, Meloni, Uva da tavola
Cereali Grano tenero
Tabella 2: Prodotti vegetali controllati nel 2024 (EU MACP), Fonte: EFSA Journal 2026, Summary, EU MACP section.
Risultati principali
  • 97,6% dei campioni è risultato conforme ai limiti di legge.
  • 1,2% è risultato non conforme.
Origine dei prodotti analizzati
  • 46,6% UE
  • 20,1% Paesi terzi
  • 29,3% altri Paesi europei
  • 4% origine sconosciuta
Residui multipli nel EU MACP

Il programma conferma la presenza di residui multipli, caratteristica strutturale del monitoraggio europeo. Dei 9.842 campioni analizzati:

  • 56,9% conteneva residui quantificabili
  • 34,9% presentava più di un pesticida

Le percentuali più elevate di multiresiduo sono state rilevate in:

  • Uva da tavola: 77,9%
  • Pompelmi: 73,5%
  • Banane: 66,1%

Il campione con il maggior numero di sostanze è stato un peperone dolce proveniente da Paese terzo, contenente 17 pesticidi diversi, tutti entro i limiti di legge. (Fonte: EFSA Multimedia Portal — EU MACP 2024 – Quantified residues per sample)

Andamento nel tempo

Il dato complessivo è stabile rispetto al 2021. Su un periodo più ampio, il tasso di superamento dei MRL è passato dall’1,4% nel 2018 al 2,4% nel 2024, un incremento attribuibile soprattutto ai prodotti importati.

B. I programmi nazionali (MANCP): più ampi, più mirati

Il sistema europeo dei controlli sui residui dei prodotti fitosanitari si basa su due livelli complementari. Il primo è il Programma coordinato dell’Unione europea (EU MACP), che stabilisce ogni anno un insieme comune di alimenti e sostanze da controllare in tutti gli Stati membri. Il programma permette quindi di raccogliere dati omogenei e confrontabili a livello europeo.

Accanto a questo programma, ogni Stato membro elabora il proprio Programma nazionale pluriennale di controllo (MANCP – Multi-Annual National Control Programme). È attraverso questo secondo livello che ciascun Paese può organizzare controlli più mirati sulla base delle proprie caratteristiche e dei rischi individuati sul territorio nazionale.

I due programmi non sono quindi alternativi, ma si integrano: l’EU MACP garantisce una base comune di controlli e di dati comparabili tra gli Stati membri, mentre i MANCP consentono di ampliare e indirizzare i controlli in funzione delle specifiche esigenze nazionali.

Nella programmazione nazionale possono essere considerati, tra gli altri fattori, i consumi alimentari, i risultati dei controlli degli anni precedenti, le informazioni sulle importazioni, le allerte relative alla sicurezza alimentare e gli eventuali rischi associati all’impiego dei prodotti fitosanitari.

In questo modo il sistema combina un livello comune europeo con un livello nazionale più flessibile e orientato al rischio, permettendo di concentrare le risorse di controllo dove le informazioni disponibili indicano una maggiore necessità di approfondimento.

L’EFSA sintetizza così il loro ruolo:

“These programmes… shall be risk based, aimed at assessing consumer exposure and compliance with MRL.” (EFSA Journal 2026, p. 6)

Cosa prevedono i MANCP

Ogni Stato membro:

  • seleziona alimenti e pesticidi da controllare;
  • effettua campionamenti mirati;
  • analizza i residui presenti;
  • segnala eventuali superamenti dei limiti;
  • adotta misure correttive (ritiri, richiami, controlli aggiuntivi).

Si tratta di programmi più ampi e mirati rispetto all’EU MACP, capaci di intercettare criticità specifiche del mercato nazionale.

I risultati dei programmi nazionali

Nel 2024 gli Stati membri, insieme a Islanda e Norvegia, hanno analizzato 86.449 campioni alimentari, oltre a 1.442 campioni di mangimi e 1.063 di prodotti ittici. I risultati mostrano:

I campioni provenienti da Paesi terzi mostrano frequenze più elevate di superamenti MRL (8,3%) e non conformità (5,2%) rispetto a quelli europei (2,1% e 1,0%).

 Categoria Numero campioni Percentuale
Senza residui quantificabili 50.524 58,4%
Con residui entro i limiti 33.067 38,3%
Con superamento MRL 2.858 3,3%
Non conformi 1.591 1,8%
Tabella 3 — Residui nei programmi nazionali,Fonte: EFSA Journal 2026, p. 3.

Degli 86.449 campioni analizzati, il 50,8% proveniva dal Paese che ha effettuato il controllo, il 15,8% da altri Paesi europei e il 21,0% da Paesi terzi, mentre il 12,4% riportava origine sconosciuta. I campioni provenienti da Paesi terzi hanno mostrato una frequenza più elevata di superamenti MRL (8,3%) e di non conformità (5,2%) rispetto ai campioni europei (2,1% e 1,0% rispettivamente) (Fonte: EFSA Multimedia Portal – Origin of samples).

Residui multipli nei MANCP

Un elemento strutturale che emerge dai programmi nazionali riguarda la presenza di residui multipli. Tra i campioni conformi, una quota significativa contiene più sostanze contemporaneamente, tutte entro i limiti di legge.

Il report EFSA dedica una sezione specifica a questo fenomeno (“Multiple pesticide residues”), evidenziandolo come caratteristica ricorrente dei dati di monitoraggio 2024. Questo aspetto non implica un rischio immediato, ma viene considerato nei modelli di valutazione dell’esposizione. Queste informazioni sono contenute nella Sezione 4.2.1 – Multiple pesticide residues e nel Summary: “33,067 samples (38.3%) contained quantified residues not exceeding the legal limits.” (EFSA Journal 2026, Summary, National programmes).

Nel complesso, il 41,6% dei campioni EU MANCP conteneva almeno un residuo quantificabile e il 25,5% presentava residui multipli. EFSA riporta inoltre che in un campione di frutta secca proveniente dal Vietnam sono stati rilevati 36 pesticidi diversi; il campione è stato classificato come non conforme e il lotto è stato distrutto (Fonte: EFSA Multimedia Portal – Results by pesticide).

Approfondimento sulla capacità analitica e sul multiresiduo

Il report EFSA evidenzia anche la portata del sistema analitico europeo. Nel 2024 gli Stati membri hanno trasmesso oltre 19,5 milioni di analisi relative ai campioni alimentari testati per residui di pesticidi. Solo lo 0,5% delle analisi ha rilevato residui a livelli pari o superiori al limite di quantificazione (LOQ).

Nel complesso, i laboratori europei hanno analizzato fino a 738 pesticidi diversi, con una media di 261 sostanze per campione. Alcuni Paesi presentano una capacità analitica particolarmente ampia: Malta (738 pesticidi), Germania (719), Lussemburgo (692), Austria (626) e Spagna (622).

Questi dati si riflettono anche nella valutazione del multiresiduo.

L’elemento più rassicurante è che quasi il 60% degli alimenti non contiene alcun residuo quantificabile, un dato che rafforza la fiducia nel sistema di controllo europeo.

Questi risultati offrono una panoramica completa dell’andamento dei controlli nazionali in Europa.

All’interno di questo quadro, alcuni Paesi mostrano caratteristiche specifiche che meritano un approfondimento dedicato. Tra questi, l’Italia presenta elementi particolarmente rilevanti.

Il caso Italia nel 2024

L’Italia occupa una posizione particolare nel quadro europeo dei controlli sui residui di pesticidi del 2024.

Il rapporto EFSA fa riferimento al National Summary Report italiano, dal quale emergono chiaramente alcune informazioni fondamentali.

L’Italia è tra i Paesi che hanno campionato meno rispetto al minimo previsto dal programma europeo EU MACP. Questo riduce la rappresentatività statistica del contributo italiano al quadro europeo. Allo stesso tempo, il nostro Paese mostra una forte concentrazione sul prodotto nazionale: oltre l’80% dei campioni proviene da produzioni italiane, con una copertura molto più bassa dei prodotti importati, che invece presentano in media un rischio di non conformità più elevato.

Cosa emerge dai controlli

EFSA segnala alcune combinazioni prodotto/sostanza considerate prioritarie, che riguardano prodotti tipicamente italiani come:

  • uva da tavola,
  • broccoli,
  • peperoni.

Il rapporto indica che queste associazioni richiedono approfondimenti da parte degli Stati membri, Italia inclusa. In questo modo emerge chiaramente il tema della specificità prodotto, come previsto dal metodo EFSA.

Un’ulteriore criticità riguarda la tracciabilità, soprattutto per olio d’oliva e grano, dove EFSA rileva percentuali elevate di campioni con origine non dichiarata.

L’Autorità invita a rafforzare i sistemi di tracciabilità per garantire trasparenza e affidabilità del mercato.

In linea con quanto osservato a livello europeo, anche nei dati italiani è presente il fenomeno dei residui multipli: una parte dei campioni conformi contiene più sostanze contemporaneamente, tutte entro i limiti di legge. Si tratta di un risultato coerente con i programmi di controllo europei e rappresenta un elemento da considerare nel monitoraggio continuo dell’esposizione cumulativa. Il fenomeno è descritto nella sezione 4.2.1 – Multiple pesticide residues del report EFSA 2024, che analizza la presenza di più sostanze nei campioni conformi. I dati quantitativi di riferimento sono riportati nel Summary: “33,067 samples (38.3%) contained quantified residues not exceeding the legal limits.” (EFSA Journal 2026, Summary)

Nel caso dell’Italia, e per quanto riscontrato nel rapporto, il numero di campioni analizzati risulta inferiore rispetto al minimo previsto dal programma coordinato europeo; tale aspetto può influenzare il grado di rappresentatività statistica dei risultati.

Questi elementi non modificano il quadro generale europeo, che conferma come il rischio alimentare in Europa sia basso, ma indicano la necessità di potenziare il monitoraggio e migliorare la tracciabilità, al fine di allineare pienamente il sistema italiano agli standard UE.

Oltre alle dinamiche nazionali, un altro tassello fondamentale del sistema europeo riguarda i controlli rafforzati alle importazioni, che rappresentano il punto più sensibile della catena di sicurezza alimentare.

C. Importazioni: il punto più critico

Il rischio alimentare in Europa è basso anche grazie ai controlli rafforzati alle importazioni, che rappresentano l’area più sensibile del sistema europeo perché non si basano su campionamento casuale, ma su prodotti già considerati a rischio sulla base di precedenti non conformità, allerte o informazioni provenienti da Paesi terzi.

Il Regolamento (UE) 2019/1793 prevede un aumento della frequenza dei controlli ufficiali su specifici prodotti importati, effettuati presso i posti di controllo frontalieri (BCP) o nei punti di controllo (CP) al loro ingresso nell’Unione.

Nel 2024 sono stati analizzati 39.433 campioni nell’ambito dei controlli rafforzati. I dati trasmessi dagli Stati membri alla Commissione europea, e in parte all’EFSA, mostrano che (Fonte: EFSA Multimedia Portal – Chapter Three):

  • 38,3% dei campioni non conteneva residui quantificabili;
  • 56,2% presentava residui entro i limiti di legge;
  • 5,5% mostrava un superamento del MRL;
  • 3,6% è risultato non conforme dopo la valutazione dell’incertezza analitica.

L’EFSA sottolinea un elemento decisivo per comprendere l’efficacia del sistema europeo:

“Samples taken from imported products found to be non-compliant did not enter the EU market.”

In altre parole, i prodotti irregolari vengono intercettati prima dell’ingresso sul mercato, confermando il ruolo dei controlli alle frontiere come barriera preventiva e contribuendo a mantenere basso il rischio alimentare anche nei segmenti più critici.

La valutazione del rischio: il cuore scientifico del rapporto

La valutazione del rischio è l’elemento centrale del rapporto EFSA 2024 e spiega perché il rischio alimentare in Europa è basso. L’Autorità ha analizzato 367 sostanze attive utilizzando un modello probabilistico avanzato, applicato a 30 gruppi di popolazione, dai bambini agli adulti.

Cosa significa davvero “rischio acuto” e “rischio cronico” secondo EFSA

Per capire perché il rischio alimentare in Europa è basso, è utile distinguere i due indicatori che EFSA utilizza per valutare la sicurezza dei consumatori.

Il rischio acuto riguarda ciò che può accadere in un singolo pasto o in un’unica giornata. EFSA verifica se un consumo elevato e occasionale di un alimento con residui possa avvicinare o superare la Dose Acuta di Riferimento (ARfD). È un indicatore pensato per intercettare eventi rari e immediati, come un lotto con residui insolitamente alti.

Il rischio cronico, invece, valuta l’esposizione nel lungo periodo, considerando ciò che mangiamo ogni giorno. EFSA confronta l’assunzione media con la Dose Giornaliera Ammissibile (ADI), verificando se la dieta complessiva possa superare livelli considerati sicuri per tutta la vita.

Per entrambe le valutazioni EFSA utilizza un modello probabilistico avanzato, che combina milioni di scenari realistici basati su:

  • livelli di residui trovati nei campioni;
  • consumi alimentari reali dei 30 gruppi di popolazione europei;
  • variabilità naturale dei residui;
  • valori tossicologici di riferimento (ARfD e ADI).

Il risultato è una fotografia molto accurata dell’esposizione reale dei consumatori. Ed è proprio da questa analisi che emerge il dato più importante del rapporto: sia il rischio acuto sia quello cronico risultano estremamente bassi per la quasi totalità delle sostanze valutate.

Risultati della valutazione EFSA

L’analisi probabilistica mostra che sia il rischio acuto sia quello cronico risultano estremamente bassi per la quasi totalità delle sostanze valutate.

i: Esposizione acuta: rischio molto basso

Per la maggior parte delle sostanze, il rischio di superare la dose acuta di riferimento (ARfD) è estremamente ridotto:

  • per 215 sostanze, la probabilità è inferiore a 1 caso su 1 milione;
  • per 55 sostanze, la probabilità è comunque molto bassa (tra 0,001% e 0,6075%).

Questi valori indicano che non emergono scenari realistici in cui un singolo pasto possa determinare un’esposizione critica.

ii: Esposizione cronica: rischio quasi nullo
  • Per 333 sostanze su 334, la probabilità di superare l’ADI è inferiore a 1 caso su 1 milione.
  • Solo una sostanza mostra probabilità leggermente più alte in alcuni gruppi, ma sempre su valori molto contenuti.
Tipo di rischio Sostanze valutate Rischio molto basso Sostanze da monitorare
Acuto 367 215 55
Cronico 334 333 1
Tabella 4: Rischio stimato (sintesi), Fonte: EFSA Journal 2026, pp. 3–4.

La conclusione dell’EFSA è inequivocabile: “The estimated risk to EU consumers’ health… is considered to be low.”

Questi valori indicano che non emergono scenari realistici in cui un singolo pasto possa determinare un’esposizione critica.

Cosa significa per il consumatore

La valutazione probabilistica conferma che il rischio alimentare in Europa è basso per quasi tutte le sostanze analizzate. Le sostanze classificate come “da monitorare” non indicano un rischio immediato, ma richiedono un’attenzione tecnica più elevata per garantire un controllo continuo e mirato.

Superamenti dei limiti: cause ed effetti

Quando si verificano superamenti dei limiti massimi di residui, le cause più frequenti riguardano:

  • uso improprio o non autorizzato di fitofarmaci;
  • residui dovuti a trattamenti post‑raccolta;
  • contaminazioni ambientali;
  • importazioni da Paesi con regole diverse;
  • errori agronomici.

In questi casi, le autorità competenti possono adottare diverse misure correttive:

  • ritiro del prodotto dal mercato;
  • blocco dei lotti alle frontiere;
  • intensificazione dei controlli sugli operatori coinvolti.

Focus sul glifosate

Il glifosate è attualmente approvato nell’Unione europea fino al 15 dicembre 2033 e può essere utilizzato nei prodotti fitosanitari solo se autorizzati dalle autorità nazionali competenti. EFSA dedica una sezione specifica ai controlli effettuati nel 2024 su questa sostanza e sui suoi principali metaboliti.

Nel 2024, 28 Paesi hanno analizzato il glifosate in 14.143 campioni alimentari.

Indicatore Valore
Campioni alimentari senza residui quantificati 98,2%
Campioni con residui > LOQ e < MRL 1,6% (228 campioni)
Campioni con superamento MRL 0,2% (26 campioni)
Campioni non conformi (post-incertezza) 0,1% (16 campioni)
Prodotti più coinvolti nelle non conformità Grano saraceno, pseudo-cereali, miele
Tabella 5: Risultati dei controlli sul glifosate (EFSA 2024)

Inoltre, in 429 campioni di alimenti per l’infanzia, il glifosate non è mai stato quantificato.

Per quanto riguarda i metaboliti, EFSA riporta la presenza di AMPA nello 0,6% dei campioni (soprattutto funghi coltivati) e di AMPA‑N‑acetyl nello 0,2%.

Il metabolita N‑acetyl‑glyphosate non è stato quantificato.

Il trimethyl‑sulfonium (TMS), derivante dall’uso del glifosate, è stato analizzato da 10 Stati membri ed è stato rilevato in 25 campioni (0,6%), principalmente in funghi coltivati e agrumi.

Focus sui prodotti biologici

Per i prodotti biologici non esistono limiti massimi di residui specifici: si applicano gli stessi MRL previsti dal Regolamento (CE) n. 396/2005 per gli alimenti convenzionali.

Alcune sostanze, come per esempio il rame e lo spinosad, sono tuttavia autorizzate nella produzione biologica secondo il Regolamento (UE) 2021/1165.

Nel 2024 sono stati analizzati 5.939 campioni etichettati come biologici (esclusi 454 campioni di baby food), pari al 6,9% del totale. Di questi, 878 campioni rientravano nel programma coordinato UE (EU MACP).

Indicatore Valore
Campioni biologici senza residui quantificabili 80,4%
Campioni con residui ≤ MRL 18,8%
Campioni con superamento MRL 0,9% (51 campioni)
Campioni non conformi (post-incertezza analitica) 0,4% (21 campioni)
Tabella 6: Risultati dei controlli sui prodotti biologici (EFSA 2024)

Cosa significa per il consumatore

I risultati del rapporto EFSA 2024 indicano che il rischio alimentare in Europa è contenuto, ma cosa significa realmente per chi fa la spesa quotidianamente?

Ecco i principali aspetti da considerare.

  1. La grande maggioranza degli alimenti è sicura – Oltre il 96% dei campioni analizzati rispetta i limiti di legge e quasi il 60% non contiene alcun residuo quantificabile. La probabilità di trovare un alimento con residui che potrebbero essere “problematici” è quindi molto bassa.
  2. I residui multipli non equivalgono a un rischio maggiore – La presenza di più sostanze nello stesso alimento non implica automaticamente un rischio. L’EFSA valuta l’esposizione cumulativa e i livelli rilevati risultano molto inferiori alle soglie di preoccupazione.
  3. Il biologico non è “zero residui”, ma ha meno superamenti – I prodotti biologici presentano una frequenza di superamenti dei limiti inferiore rispetto ai convenzionali, pur potendo contenere residui autorizzati o tracce ambientali. Solo lo 0,4% dei campioni bio è risultato non conforme.
  4. Le importazioni sono controllate prima dell’ingresso sul mercato – I prodotti irregolari provenienti da Paesi terzi vengono intercettati alle frontiere e non raggiungono il consumatore. Questo contribuisce a mantenere basso il rischio alimentare anche nei segmenti più critici.
  5. Come ridurre ulteriormente l’esposizione – Alcuni accorgimenti semplici possono ridurre (non azzerare) ulteriormente l’esposizione ai residui:
  • lavare frutta e verdura sotto acqua corrente;
  • sbucciare quando possibile;
  • variare la dieta;
  • preferire prodotti tracciabili;
  • basarsi sui dati ufficiali e non sugli allarmismi.

Conclusione: un sistema che funziona

La presenza di residui non equivale automaticamente a un rischio: ciò che conta è l’esposizione reale, che per la quasi totalità delle sostanze rimane molto al di sotto dei livelli di preoccupazione, sia nel breve che nel lungo periodo. I dati confermano che la grande maggioranza dei campioni è conforme e che i superamenti dei limiti rappresentano una quota contenuta, gestita con misure correttive immediate.

Un elemento da monitorare riguarda l’aumento della presenza multiresiduale nei prodotti vegetali: un fenomeno ormai strutturale, che riflette l’evoluzione delle pratiche agricole e la maggiore sensibilità analitica dei laboratori europei. Pur essendo in crescita, la presenza contemporanea di più sostanze non comporta un rischio aggiuntivo secondo le valutazioni EFSA, che collocano l’esposizione cumulativa ben al di sotto delle soglie di preoccupazione.

In un contesto agricolo complesso e in continua evoluzione, l’Europa conferma un modello di sorveglianza tra i più avanzati al mondo, capace di garantire elevati standard di sicurezza alimentare anche quando emergono criticità che richiedono approfondimenti.

Per saperne di più

  • EFSA, Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, https://www.efsa.europa.eu/it
  • EURL, EU Reference Laboratories for Residues of Pesticides, https://www.eurl-pesticides.eu/
  • Ministero della Salute, https://www.salute.gov.it/
  • ISS, Istituto Superiore di Sanità, https://www.iss.it/
  • Istituto Zooprofilattico Sperimentale

Norme

  • Regolamento (UE) 2021/1355 Della Commissione del 12 agosto 2021 relativo ai programmi nazionali pluriennali di controllo dei residui di antiparassitari che devono essere stabiliti dagli Stati membri;
  • Regolamento (CE) n. 396/2005 — sui limiti massimi di residui di pesticidi negli alimenti e nei mangimi …;
  • Regolamento (UE) 2019/1793 — sul rafforzamento temporaneo dei controlli alle importazioni da Paesi terzi;
  • Regolamento (UE) 2017/625 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2017, relativo ai controlli ufficiali e alle altre attività ufficiali…;

Bibliografia

[1] EFSA (2026), The 2024 European Union report on pesticide residues in food, EFSA Journal 2026; DOI: 10.2903/j.efsa.2026.10054, Adopted: 25 March 2026;

[2] EFSA, Multimedia Portal 2024, https://multimedia.efsa.europa.eu/pesticides-report-2024/;

[3] EFSA, National summary reports on pesticide residue analyses performed in 2024, doi: 10.2903/sp.efsa.2026.EN-10002, Approved: 05 March 2026;

Note:

Immagine dell’articolo

L’immagine che accompagna l’articolo è stata elaborata con il supporto di Copilot IA, a integrazione dei contenuti dell’articolo.

Didascalia:

Un paesaggio europeo armonioso, dove natura, alimenti e ricerca convivono in equilibrio: simbolo della sicurezza alimentare garantita dai controlli multilivello dell’Unione.

Descrizione:

L’immagine ritrae un paesaggio rurale europeo con campi dorati, un mulino e una bandiera blu che sventola nel cielo chiaro. In primo piano, prodotti freschi — pane, verdure, pesce, latte, uova — si affiancano a strumenti di laboratorio e a un segno di verifica, evocando la sinergia tra agricoltura e scienza. I colori morbidi e le pennellate leggere trasmettono serenità e fiducia, rappresentando visivamente l’idea centrale del rapporto: un sistema europeo che tutela la qualità e la sicurezza degli alimenti.

Pubblicato il: 26 settembre 2026

Autore: Marco Morelli