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Una delle prime fotografie

E’ stata una delle mie prime fotografie; l’ho scattata nell’ormai lontano 2011. Eravamo alla fine dell’estate. Non ero distante da casa mia, ma è un’area nella quale difficilmente vado, non mi piace né ha elementi di particolare distinzione.

A dire il vero, in passato, non lontano dal punto dello scatto, c’era un’attività artigianale che produceva cioccolato di alta qualità. Non è una mia affermazione ma la conclusione dei tanti passa parola. Il cioccolato ed anche i panettoni pure al cioccolato non avevano pari. In quei tempi avevo regalato cioccolato ai tutti i miei amici. Volevo condividere con loro una prelibatezza, o almeno ciò che tale mi sembrava.

macchina fotografica

Da poco tempo avevo acquistati la mia prima macchina fotografica: una reflex Nikon D3300 con obiettivo 18 – 55 mm. Ero consapevole di avere acquistato una entry level, ma altro non potevo e volevo. Era un mio primo avvicinamento alla fotografia con intento concreto. Non vedevo l’ora di scattare delle fotografie. A differenza di come si fa usualmente, non mi ero preoccupato di progettare lo scatto. Con un atteggiamento quasi infantile sentivo l’impulso di scattare con la nuova macchina fotografica.

Casualmente mi trovavo davanti ad un edificio costruito con materiali con caratteristiche riflettenti. Non aveva nulla di originale e, per di più, la collocazione non lo rendeva piacevole ed interessante. Il riflesso evidenziava edifici con finestre e camini con forme che non erano le solite ed abituali. Mi colpirono queste conformazioni irregolari; destarono la mia attenzione e fotografai.

Quelle forme le associai, in forma figurata, al nostro Paese.

Intendiamoci amo l’Italia, questo paese incredibilmente bello, ricco di storia, arte, cultura, architettura, archeologia, e con una grande tradizione: la qualità del cibo e del buon vino. Malgrado questo inestimabile valore, l’immagine nel mondo e, soprattutto il giudizio di tanti stranieri, ma non solo, è l’incapacità nel gestire il nostro bel Paese, nella vita di tutti i giorni. Non si riesce a farlo funzionare nonostante le tante regole, forse troppe.

Siamo riusciti ad imbrigliarci da soli.

Negli anni, i politici, i tecnici, gli studiosi ed esperti hanno tentato, invano, di modificare questo “status”. La ragnatela dei grovigli resta e, purtroppo, tende ad accrescere le difficoltà di questo nostro Paese.

Le forme contenute nell’immagine non sono completamente deformate, quasi ad indicare ancora una possibilità, una speranza, quella tanto auspicata.