Privacy Policy Cookie Policy Le vespe in giardino; come ovviare in modo naturale. – ChimicaOne

Le vespe in giardino; come ovviare in modo naturale.

Il problema delle vespe (e delle zanzare).

Con l’arrivo della bella stagione, oltre ai benefici arrivano anche i problemi. Negli ultimi anni ho assistito a un notevole incremento del numero di vespe in giardino. Poiché sono consapevole che anche loro hanno un ruolo importante nell’ambiente, per oltre vent’anni ci ho convissuto con la solita piccola attenzione tesa a non disturbarle. Ma l’anno scorso il numero di nidi è risultato maggiore del solito e inoltre spesso si trovano ben nascosti nella siepe e tra la vegetazione. Alcuni sono fissati sui muri in alto, sotto il tetto. Non è infrequente sentir parlare di shock anafilattico in seguito alla puntura di questi insetti. Dopo aver ricevuto tre punture in due giorni, ho pensato che era necessario attenuare il loro impatto, e ho riciclato un vecchio metodo usato nelle campagne dai nostri nonni.

Le vespe sono predatrici e sono attirate dal materiale in fermentazione. Per questo motivo si può usare dello zucchero sciolto nella birra, magari arricchito con miele, tracce di aceto di mele e cose simili. La miscela fermenterà e attirerà vespe, calabroni e mosconi, cioè tutte specie non a rischio estinzione, almeno per ora. Per catturare gli insetti occorre predisporre delle trappole che ne permettano l’ingresso, ma non l’uscita; di seguito due possibili soluzioni, con una normale bottiglia di plastica o con un vaso di vetro:

In pratica le trappole sono costituite dai recipienti disponibili in casa e da coperchio più eventuale imbuto reperibili in commercio.

Quando posizionare le trappole per le vespe.

E’ essenziale preparare le trappole all’inizio della primavera, quando le regine con le uova iniziano la loro attività: ogni regina catturata è un favo in meno che ci si trova in casa. Naturalmente verranno catturate anche vespe operaie provenienti dall’ambiente circostante. In genere ogni mese la miscela va rinnovata. Ecco come si presenta la trappola alla fine; è chiaramente visibile l’addome di una vespa:

Trappola per vespe a fine attività.
Trappola in esercizio – Foto dell’autore.

Analisi del contenuto.

Guardando alla fine quanti insetti sono presenti, si possono notare almeno quattro vespe, di cui probabilmente due sono regine; i restanti animaletti sono mosche, mosconi e moscerini:

Analisi degli insetti catturati dalla trappola per vespe.
Alla superficie – Foto dell’autore.

Purtroppo non risulta la presenza di zanzare, che pure dovrebbero essere attirate dalla CO2 sviluppata dalla fermentazione.

Risultati

In base alle dichiarazioni dei vicini di casa, risulta che il beneficio è stato sensibile anche per loro.

Controindicazioni

Non ne intravedo, a parte il disagio di provocare la morte di esseri viventi. Per l’anno prossimo penso di sospendere questa pratica e vedere come evolverà la situazione.

Il giardino presenta oltre a varie piante da frutto, due pitosfori, una sophora e piantine di facelia, tutte quante con fiori molto graditi dalle api. Per fortuna gli insetti impollinatori non sono attratti dal materiale in fermentazione, in quanto prediligono altri aromi: la foto seguente mostra un’ape carica di polline che s’invola tra i fiori dell’albicocco:

Ape in volo
Ape in volo con il suo carico di nettare – Foto dell’autore.

Dopo le vespe, le zanzare…

Le zanzare sono ora sotto i riflettori più del solito, considerando gli effetti che la West Nile ha portato nel nostro territorio. I normali zampironi sono efficaci nel tener lontane le zanzare in un’area circoscritta, ma non sono sufficienti se ci si deve spostare per lavorare in giardino. Per questo motivo ho voluto provare un dispositivo dotato di luce a una ben definita lunghezza d’onda, con una ventola atta ad aspirare gli insetti nelle vicinanze e un cassetto per il loro recupero.

Dispositivo elettrico per la cattura delle zanzare – Foto dell’autore.

Un primo tentativo di usare il dispositivo appena fuori dall’ingresso (infestato da zanzare in modo notevole) durante un pomeriggio e una serata non ha dato risultati degni di nota: solo un insetto che non era nemmeno una zanzara.

Ho quindi provato a mettere il dispositivo all’aperto (non era prevista pioggia!) su un supporto alto circa un metro e posizionando di fronte all’imboccatura il materiale recuperato da una trappola e disposto su un foglio di carta spessa. Esso provvede ad attirare vicino all’imboccatura gli insetti sensibili agli effetti della fermentazione:

Dispositivo con esca supplementare – Foto dell’autore

Tenuto in funzione dalle 16 alle 24, questa volta lo strumento si è rivelato di notevoe efficacia, segno che è necessario aggiungere qualcosa alla sola luce per attirare le zanzare, che sono presenti in buona percentuale nelle foto seguenti:

Si possono vedere zanzare normali e tigre. Purtroppo si nota il grave inconveniente della scarsa selettività dello strumento: infatti le farfalle notturne sono state attirate anche loro, solo per causa della luce. Per ovviare a questo difetto basterà disporre una griglia all’imboccatura della ventola, avente le maglie di dimensione tale da permettere solo il passaggio delle zanzare. Probabilmente dovrebbe andare bene la reticella metallica a maglie esagonali, una volta usata per stie e conigliere nelle fattorie della nostra campagna.

Rodolfo Bigoni – 31 luglio 2022